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ANUBI - INTERVISTA A CRISTIANO ROSI
Quali sono stati i motivi che la hanno orientata alla scelta di questa razza?
L’incontro,come spesso avviene,è stato puramente casuale. Acquistammo 40 anni or sono un Dobermann presso un allevamento francese come regalo per un amico. Capimmo durante il viaggio di ritorno la necessità di pensare ad un altro omaggio per quella persona in quanto Walkierie de la Molière,da quel giorno,non si separò più dalla nostra famiglia, dando l’inizio alle prime avventue sui ring delle manifestazioni cinofile di tutto il mondo. |
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Si è documentato prima del primo acquisto o ha semplice seguito il suo istinto?
È mia natura apprendere il più possibile ogni qualvolta mi appassiono a qualche novità;fu così con il Dobermann e sarebbe stato così successivamente per i miei ulteriori interessi ai cavalli, ai conigli, alle anatre, alle oche, ecc…insomma tutto ciò che ha a che fare con il mondo animale.
L’esperienza teorica, tuttavia,deve essere sempre verificata da quella pratica e , non poche volte, viene smentita;per questa ragione anche un’eccellente preparazione non può essere sufficiente a “creare” allevatori in quanto,a questa, devono aggiungersi alcuni ingredienti fondamentali quali passione,intuito ed ovviamente fortuna. |
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Con quali soggetti a iniziato?
Dopo Walkierie , sono arrivati Droll “dei Piani di Praglia” e Dobra “del Verdiano”;da quest ultima è nato Thomas “del Verdiano” che,oltre ad aver vinto tutti i titoli più prestigiosi, ha avuto il merito di dare una svolta fondamentale allo standard della razza e diventare il punto di partenza dei primi,ed oggi più importanti, allevamenti di Dobermann in Italia.
Quali sono le problematiche di questa razza?
Il Dobermann è un cane di mezza taglia, solido, atletico, energetico, fortunatamente non soggetto a problematiche tipiche di altre razze (displasia, tare oculari, piaghe da decubito, gravidanze a rischio, cardiopatie,ecc…) ,portato quindi ad un’esistenza normalmente sana e longeva. |
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Che importanza attribuisce alla testa?
Solaro insegna che tra testa migliore e tronco migliore vince sempre la testa migliore…
Quali sono le attuali sue linee di sangue?
In tanti anni di selezione sono riuscito a radicare nella mia linea di sangue caratteri distintivi che possono risultare evidenti anche ai meno conoscitori della razza. Tale risultato è stato frutto di una iniziale consanguineità tra i miei soggetti che nei primi anni settanta avevano consentito alla razza il passaggio cruciale “tipo” da grezzo e inespressivo a tipico, elegante e fortemente espressivo.Da questa linea di sangue è partito ovviamente il mio allevamento,ma più in generale,tutto l’allevamento italiano.
Oggi perseguo una selezione mirata al mantenimento di quanto sin qui costruito, “richiamando” frequentemente e cercando di inserire altre linee di sangue italiane od estere secondo la necessità di apportare determinate caratteristiche migliorative o semplicemente rafforzative di quelle già presenti. |
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Quali sono le difficoltà nell’allevare questa razza?
Riscontrando successo ed apprezzamento nel tempo, la razza ha beneficiato dei “numeri” su cui selezionare (accelerando quindi i passaggi generazionali), ma soprattutto di una capace e competente società specializzata in grado di guidare l’allevamento italiano, evitando che opportunismi e false convinzioni prendessero il sopravvento sull’interesse reale di crescita e miglioramento della razza. A questo. Occorre aggiungere la capacità di aver anticipato, e quindi prevenuto, determinate problematiche (es. displasia), inserendo nel processo di allevamento l’obbligo di certificare determinate esenzioni patologiche, di superare un test morfo-caratteriale ZTP (Zucht Tauglichkeits Pruefung prova di idoneità alla riproduzione) ed autenticare il codice genetico attraverso la verifica del DNA. |
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Ritiene il Dobermann un buon guardiano?o si limita soltanto ad un semplice abbaio?
Assolutamente, il Dobermann è da ritenersi attivo nella vigilanza e nella difesa, ma fortunatamente, non è un cane “abbaione”; tendenzialmente emette in maniera distinta e non monotona diversi tipi di segnale facilmente interpretabili dal proprio padrone( es. richiesta, noia, pericolo,gioco,ecc…) |
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Qual è il rapporto che si instaura tra cane e proprietario?E che problematiche presenta nell’integrazione con l’ambiente, con le persone, con il traffico,ecc…
Il Dobermann, come tutti gli animali in generale,è prima di tutto un essere vivente e , come tale, esige rispetto .Il rispetto si ha e si ottiene attraverso la crescita di un rapporto che consenta a noi di “leggere” il nostro cane e a lui di “legger” noi. Troppo spesso mi scontro, in esposizione e nel nostro centro addestramento, con relazioni cane-padrone totalmente “traviate”, prive di comunicazione,piene di incomprensioni ed atteggiamenti errati dovuti, soprattuto, all’incapacità di “ascoltare” e “capire”. Tutto questo, a mio parere, nasce dalla scontatezza con cui si percepisce il raporto uomo-cane, ormai radicato nel tempo. Purtroppo non ci rendiamo conto che in tale rapporto si è recentemente verificata un’evoluzione, che a tolto il cane dalla catena del cortile e l’ha portato all’interno (nel senso stretto del termine) della famiglia, rendendolo parte integrante della nostra vita sociale. |
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Ed è in questo passaggio che abbiamo sottovalutato la necessità di educarci ed educare,anzitutto , i membri (soprattutto più piccoli) della casa e , poi aiutare il cane ad affrontare la nuova realtà, completamente diversa dall’ambiente primordiale (e naturale) da cui arriva. Perché adottare tutte le precauzioni del caso ed attenersi rigidamente a regole e comportamenti appresi quando ci avviciniamo o avviciniamo nostro figlio all’ippica(e quindi al cavallo) e non in egual misura al cane? Semplicemente perché il cavallo (più orgoglioso ed ombroso), prima di accettare la sottomissione, dichiara apertamente l’esigenza di rispetto e di un linguaggio comune, al mancare dei quali abbiamo immediatamente consapevolezza dei rischi possibili. Per questo motivo non sentiremo mai parlare di “cavalli pericolosi”, ritenendo ogni evento frutto di nostra corretta o carente attenzione. Il Dobermann è una delle razze che maggiormente ha riscontrato l’evoluzione di “destinazione d’uso” di cui sopra, rispondendo perfettamente alle esigenze di vita domestica ( dal punto di vista igienico per il suo pelo raso e l’assenza di bava, e da quello caratteriale per la combinazione di compagnia, affidabilità e protezione famigliare) e per tale motivo è importante che tutti gli allevatori si impegnino nell’istruzione di coloro che si avvicinano per la prima volta a questa razza. |
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Che tipo di persone chiedono il Dobermann?
Dopo il boom degli anni settanta ove rappresentava soprattutto cane-moda per i “trasgressivi” è diventato, nel tempo, sempre più cane per famiglia, grazie alla sua capacità di trasmettere sicurezza ed affidabilità e grazie alla sua adattabilità all’ambiente domestico, confermata dal suo fare educato e discreto nei delicati spazi di casa.
Come si comporta coi suoi simili?
Non esistono problemi tra sessi opposti e tra femmine. Evitare il contatto tra maschi specialmente in gruppi numerosi:l’istinto nei maschi di elevarsi a capobranco diventerebbe superiore ai richiami del proprietario.
Come si comporta con i bambini?
I miei figli sono cresciuti in mezzo ai Dobermann ed hanno sempre riscontrato in loro i migliori compagni di gioco. |
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A che mese cede il cucciolo?
I cuccioli escono dal mio allevamento all’età di circa due mesi. In base alla mia personale esperienza per questa razza ho percepito questa età come la migliore per affidare una nuova famiglia al cucciolo.
Anzitutto occorre considerare la limitata sopportazione della madre all’allattamento già dopo le 4/5 settimane, periodo oltre il quale i rischi di ripercussioni sui cuccioli sono elevati;qui avviene quindi lo svezzamento e dopo un mese le nuove abitudini alimentari sono sicuramente consolidate. Le vaccinazioni principali avvengono sempre all’interno di questo periodo e la socialità con il branco è avviata. La ragione maggiore per cui prediligo non attendere troppo nell’affidare un cucciolo è che posso contare sulla sua “incoscienza”, caratteristica fondamentale per affrontare la nuova realtà senza traumi. Già verso i tre/quattro mesi il carattere del Dobermann è in formazione “cosciente” e la sua sensibilità tende ad acutizzare esponenzialmente le esperienza sia positive quanto negative;proprio il superamento di queste ultime in modo più o meno “traumatico” concorre in modo determinante alla formazione del suo carattere.
Per questo motivo è consigliabile avvicinare il prima possibile il cucciolo alla vita sociale interna ed esterna alla famiglia,consentendogli di assorbire e memorizzare quanto più possibile nella fase primaria. |
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Il cucciolo che vende,lo fa sempre scegliere al nuovo proprietario o fa una preselezione?
Se il futuro proprietario non è alle prime armi può essere in grado di scegliere in autonomia il cucciolo ,ma un consiglio dell’allevatore è sempre preferibile in quanto conoscitore della “storia” del cucciolo e dei suoi genitori.
Il probabile acquirente è sempre quello giusto per convivere con questa razza?
Alcuni allevatori si ritengono in grado di giudicare da un unico breve incontro la capacità od incapacità dell’interlocutore a possedere un cucciolo. L’esperienza acquisita in più di quarant’anni di allevamento mi ha insegnato ad accantonare una simile presunzione;troppo spesso le mie impressioni sono state smentite da sorprendenti rivelazioni o smentite convinzioni. Selezionare il cliente a priori non apporterebbe senz’altro alcun vantaggio,senza trascurare il fatto che chi è intenzionato all’acquisto di un dobermann quel dobermann prima o poi lo troverebbe, magari proveniente da paesi dell’est o da improvvisati allevatori o da privati contattati sugli annunci economici. Quali garanzie per il padrone, e soprattutto per il cane, possono nascere da un simile avventato acquisto?Apro una parentesi per rifarmi alla problematica dei “cani pericolosi”. In una delle tante conferenze sul tema cui ho partecipato nel trascorso periodo “caldo” ,ho assistito ad interventi di allevatori che proponevano la “selezione del cliente” quale possibile soluzione ai combattimenti clandestini,,,Ma,scusate, quanti di quei poveri cani saranno usciti da allevamenti seri?Quanti erano regolarmente registrati e tatuati?Non ritengo le persone appartenenti ad una simile organizzazione sprovvedute sino a questo punto!La soluzione può essere solo quella di un continuo affiancamento da parte dell’allevatore al proprietario,ove dalla conoscenza comune scaturiscono le soluzioni atte a far progredire nel modo migliore il rapporto cane-padrone.
Crescere un cane è come crescere un bambino:non tutti lo facciamo allo stesso modo e con gli stessi risultati,ma nello svolgere il ruolo di genitori è l’istinto a guidarci,perché insito nella nostra natura. In soccorso al rischio di snaturamento dell’identità umana accorrono poi,oggi, pediatri, consulenti, insegnanti, nonni,ecc…Per le stesse ragioni,quindi, dobbiamo offrire la possibilità a chiunque di avere un cane, purchè sapientemente affiancato,come nell’ esempio citato,da esperti allevatori, addestratori, veterinari, giudici,ecc…. |
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Qual è il suo tipo ideale di “Dobermann” e come pensa di ottenerlo?
Per me Dobermann significa eleganza, fierezza, nobiltà, dolcezza, coraggio, resistenza, ma anche sensibilità, orgoglio, amor proprio, ed un pizzico di…… permalosità!
Dopo anni di selezione credo che molte di queste caratteristiche siano state ottenute.
Collabora con altri allevatori per la selezione del tipo?
L’allevamento opera per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’associazione (AIAD) la quale, ovviamente, cerca di mixare le caratteristiche imprescindibili ed inalienabili del dobermann con le esigenze di adattabilità che la vita moderna richiede. La natura detta l’impossibilità di fissare in modo matematico le percentuali di tempra, temperamento, duttilità, socialità, ecc….. del soggetto, ma l’allevatore, attraverso la selezione e la conoscenza dei patrimoni genetici a disposizione è in grado, quantomeno, di avvicinare il risultato desiderato. Per tali motivi è importante , se allevatori seri, superare personali sentimenti d’orgoglio e momentanea invidia cercando ed offrendo collaborazione per il bene del proprio allevamento e della razza in generale;solo in questo modo i risultati possono avere continuità nel tempo. |